| La sua storia antica ne fa oggi uno dei luoghi della Riviera Ligure di ponente più
ricchi di monumenti. Per accedere dal lungomare al centro si transita attraverso le
vecchie stradette, caratteristiche un pò di tutta la Liguria. Una di queste, denominata a
levante Via Cavour e a ponente Via Garibaldi, sottopassa la porta di Passorino.
Su questa fu eretta nel 1774 la torre dell'orologio dedicata a Vittorio Amedeo III di
Savoia, con l'antica Campana del soccorso in mare. La porta si apre nelle antiche mura, di
cui restano intatte alcune parti a nord e a est che delimitavano il centro urbano nei
secoli passati. In via Ricciardi si ammira la bella facciata con pitture decorative del
XVII secolo del palazzetto del Comandante, fatto edificare dai Doria nel
1606.
A pochi metri di strada si trova Palazzo Doria, costruito per volontà
del principe Gian Andrea Doria nel 1575-78 dall'architetto Giovanni Ponzello secondo i
moduli alessiani. Considerato uno dei palazzi più rappresentativi del Rinascimento civile
in Liguria, oggi è sede del Comune; nel salone centrale del primo piano si trova il
grande mosaico pavimentale di età romano-imperiale rinvenuto nel sottosuolo del centro
storico all'inizio di questo secolo. Il palazzo è collegato alla torre di difesa
pentagonale, eretta nel 1608, utilizzata per l'alloggiamento della guarnigione cittadina;
il suo piano centrale oggi è adibito a sala congressi. Gian Andrea Doria II promosse nel
1633-38 la costruzione della nuova chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
Essa ha forma poligonale a dodici lati; la copertura a cupola ricoperta in rame è stata
costruita secondo norme antisismiche, dopo il terremoto del 1887.
All'interno si conserva un'importante quadreria recentemente restaurata: nella prima
cappella a destra, sull'altare, Santa Barbara di L. Borzone firmato e datato 1642; alla
parete sinistra San Sebastiano di O. De Ferrari datato e firmato 1639, alla parete destra
Crocifissione di L.Borzone; dietro all'altare maggiore, la Nascita del Battista di A.
Ansaldo, datato e firmato 1625. Nella prima cappella a sinistra, già della gente di mare,
bellissimo altare di marmi intarsiati; alla parete destra Madonna, Sant'Antonio Abate e
Paolo Eremita di O. De Ferrari, firmato; alla parete sinistra, Decollazione di San
Giovanni Battista di D.G. Cappellino . Nella seconda cappella, alla parete destra, Caduta
di Saulo, di D. Fiasella; alla parete sinistra, Madonna, San Pietro e San Giovanni
Evangelista di O. De Ferrari, datato e firmato 1638. Nella quarta cappella a sinistra,
alla parete di destra, il Bacio di Giuda, di ignoto caravaggesco del secondo quarto del
XVII secolo; alla parete sinistra, San Francesco Saverio battezza gli Indiani di G.R.
Badaracco. Poco distante si erge l'antico campanile della precedente parrocchiale attiguo
all'oratorio delle Cappe Turchine, eretto nel 1661; all'interno si può
ammirare il gruppo statuario della Visitazione della Vergine dello scultore Olivari.
A breve distanza, quasi sul mare, si erge invece l'oratorio delle Cappe Bianche;
di antichissima origine, sorto forse sui resti dell'antica chiesa delle Benedettine di San
Giovanni, fu completamente restaurato nel 1769 e così oggi appare a noi. Nel giardino,
fra la torre pentagonale e il palazzo Doria, si ammira la fontana Giovanna,
eretta nel 1609 da G.B. Cantone per Giovanna Colonna Doria e un tempo collocata nel viale
che conduce al Borgo Castello. E' questa la parte più antica della città.
Il nucleo medievale, cinto da mura, si trova in posizione soggiacente il Castello.
Costruito intorno al mille, esso fu ingrandito e restaurato a opera di Giovanni Andrea I
Doria fra il XVI e il XVII secolo; ancora oggi sono visibili tratti di muraglioni a
scarpata.
Il castello pur nelle forme volute da Giovanni Andrea I Doria, ha oggi l'aspetto di una
villa settecentesca, con un bel loggiato esposto verso il mare, immersa in un grande
parco.
Dal Borgo Castello, dopo aver attraversato un caratteristico ponticello settecentesco sul
torrente Nimbalto, tornando verso il centro si giunge alla chiesa e al convento di
Sant'Agostino, fatti erigere, nel 1588 da Giovanni Andrea Doria e da sua moglie
Zenobia del Carretto su progetto dell'architetto Giovanni Ponzello.
Ha tre navate, spartite da colonne in pietra di Finale: la navata centrale è a volta con
ampie lunette che irradiano luce; all'interno grandi statue di M. Sparzo ( fine XVI/
inizio XVII secolo); al terzo altare laterale la tela del Martirio di Sant'Andrea di G.B.
Paggi (1590) e al secondo a sinistra la tela del Battesimo di Gesù di A.C. Semino (1590).
Alle pareti dell'abside le luminose tele l'Assunzione di Maria e la Natività di Gesù del
lucchese B.Brandimarte, datate e firmate 1590.
Dal Borgo Castello volgendo invece verso la collina si giunge alla chiesa di Monte
Carmelo, situata su un poggio da cui si gode un incomparabile spettacolo della
pianura e del mare; fu eretta all'inizio del XVII secolo per volontà di Andrea Doria II e
di sua moglie Giovanna Colonna. Venne affidata ai padri carmelitani scalzi che la
officiano ancor oggi. La pianta a croce latina, a navata unica, é sormontata da una
cupola ottagonale; le grandi finestre lasciano penetrare un'intensa luminosità che si
riflette sulle pareti completamente bianche; all'interno i cinque altari di marmo bianco
recano scolpiti gli stemmi abbinati dei Doria e dei Colonna; sotto il presbiterio vi è la
cripta con tombe di queste famiglie seppellite qui fino al 1793. A lato del presbiterio
una statua lignea della Madonna del Carmine, di scuola del Maragliano. Ai due altari della
navata: a destra, tele con San Giovanni Battista di D. Crespi, a sinistra Martirio di
Sant'Andrea, di G.B. Paggi. All'altare nel transetto sinistro San Carlo di F. Vanni e,
nell'altare destro del transetto, Martirio di Sant'Andrea del Crespi detto il Passignano.
A destra della chiesa si trova il chiostro con un arioso colonnato in pietra locale
proveniente dalla vicina cava di Verezzi. A sinistra si trova un palazzetto detto il
"Casotto", che fu la residenza conventuale dei Doria.
Una agevole salita, fra boschi di ulivi, conduce al Santuario dei Santi Cosma e
Damiano, situato in una splendida posizione; restaurato in epoca recente, dopo
una ricostruzione secentesca su un antico edificio a navata unica con le forme semplici
dei santuari campestri; molto bello il piazzale semicircolare ombreggiato da secolari
cipressi.
Risalendo la valle del Nimbalto merita di soffermarsi al borgo di Verzi, costituito da
diverse frazioni a ridosso della costa sulla collina. La chiesa parrocchiale risale al
1471 ed è dedicata a Nostra Signora delle Grazie e alla Natività di Maria; ha subito
numerosi rifacimenti e oggi appare nelle sue forme barocche. Da qui, continuando la
salita, lungo una strada asfaltata per un tratto, poi sterrata, si giunge alla località
Castagnabanca e proseguendo ancora si perviene al rifugio Pian delle Bosse (841 m) e, per
sentieri segnalati, alla panoramica sommità del monte Carmo (1389 m s.l.m.) da cui si
gode un incomparabile panorama.
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| In una splendida posizione naturale, con l'ampio mare che si frange su una lunga
spiaggia sabbiosa, le colline e i monti alle spalle, si trova Loano.
Il clima mite e salubre ne fanno un luogo di villeggiatura ideale anche nel periodo
invernale.
Sulla passeggiata a mare crescono rigogliose le palme, come se fossero nel loro ambiente
naturale.
Loano è un antico borgo di età romana, situato alla foce del torrente Nimbalto, lungo il
tracciato della Via Julia Augusta, che partendo da Vado proseguiva per Albenga e
Ventimiglia e giungeva fino alla Gallia, l'attuale Francia.
In età successiva, quando il cristianesimo era già penetrato in Liguria, gli abitanti,
dopo aver fondato la pieve di San Giovanni Battista, abbandonarono in parte la costa per
recarsi a vivere sulle colline, probabilmente per difendersi dalle incursioni piratesche
che giungevano dal mare ad opera dei saraceni. Divenuto proprietà del monastero
benedettino di San Pietro in Varatella, a cavallo del millennio, si costituì in tre
diversi nuclei: uno intorno alla vecchia pieve, uno ai piedi del castello e uno sul colle
di San Damiano.
Il Vescovo di Albenga lo ebbe in possesso dal 1171 al 1263, quando lo infeudò a Oberto
Doria, che forse ampliò il castello, dove pose la sua dimora, su una piccola collina
quasi al confine della pianura ove si era originato il Borgo Castello. Nel 1309 Raffo
Doria favorì l'insediamento costiero.
I Doria lo tennero fino al 1505, quando passò in proprietà ai Fieschi, ma nel 1547
l'imperatore Carlo V lo restituì in feudo ad Andrea Doria; i suoi successori vi
risiedettero a lungo. Gianandrea I costruì le cinta murarie a difesa dalle rinnovate
incursioni dei pirati saraceni e lo abbellì di palazzi, monumenti e chiese. Ai Doria e
alla loro lunga permanenza si deve lo sviluppo del centro storico che ha modificato le
antiche strutture urbanistiche della città.
Nel 1737 Loano fu occupata dai Savoia e rimase assegnata al re di Piemonte, che, salvo il
periodo rivoluzionario e napoleonico (1795-1813), ne resse le sorti fino alla costituzione
del Regno d'Italia. Nel 1870 divenne stazione lungo la nuova ferrovia che collegava i
paesi della Riviera Ligure di ponente.
Da quel momento Loano diventa centro balneare e turistico scoprendo così una vocazione
che dura tuttora.
Città marinara, dalla cui riva partivano i velieri per le coste del bacino mediterraneo e
i viaggi transoceanici, ha ritrovato oggi la sua funzione con il porto turistico, in via
di progressiva espansione.
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